Arte e Cultura Natura Sardegna

Dal Tempio di Antas alla grotta di Su Mannau

26 Giugno 2019

Già mentre stavo programmando il viaggio in Sardegna, mi aveva attratto la storia del Tempio di Antas, nell’Iglesiente.

Il Tempio di Antas e l’area archeologica

 

 

colonne del tempio di Antas

 

Di epoca romana imperiale, sorse su un antichissimo luogo di culto. Qui adorarono le loro divinità i popoli nuragici, fenici, cartaginesi.

Infine i romani, che vollero riconoscere l’antichità e la prima destinazione di quel luogo, incidendo sul frontone del loro tempio  le parole, ancora visibili: Dei Sardi Patris, Bab
Cioè dedicato a Babay (Padre, nell’antica lingua sarda), divinità delle acque e della vegetazione.

tempio di antas vista laterale

Ricostruito dall’imperatore Caracalla, il tempio di Antas conserva intatte le colonne anteriori, mentre ai lati il tempo le ha rovinate e semidistrutte, quasi con un drammatico digradare verso il fondo, dove all’interno dello spazio sacro si trova l’ara.

interno del tempio di Antas

L’insieme mi ha dato una sensazione di grande serenità, anche grazie alla bellezza del luogo, circondato da una vegetazione molto curata, bassa e rigogliosa.

Sono stata particolarmente fortunata nella mia visita. Mi ha infatti accompagnata Tiziana, una delle socie fondatrici di StartUno, la cooperativa di servizi turistici, tutta al femminile, che gestisce il sito.

Non avrei potuto avere una guida più amabile e competente, oltre che appassionata, di lei.

tombe a pozzetto antas

E stata lei a farmi notare, vicino al tempio, tre tombe a pozzetto, fosse circolari in cui veniva deposto il defunto.

Una “novità” , mi ha spiegato, rispetto alle grandi tombe comuni che accoglievano i membri dello stesso clan.

In una di queste tombe è stata ritrovata una statuina di bronzo che, se le intuizioni di alcuni archeologhi dovessero corrispondere alla realtà, potrebbe essere la più antica rappresentazione di Babay.

tomba di antas

Tiziana mi ha mostrato anche i resti di un villaggio nuragico all’interno dell’area del sito del tempio di Antas.

Pietre che emergono dal terreno, disposte in forma circolare, ricordano la vita di una piccola comunità che qui visse nell’età del Bronzo, circa dodici secoli avanti Cristo.

villaggio nuragico antas

Una comunità che probabilmente praticava il culto delle acque nella grotta di Su Mannau, raggiungibile con un percorso sull’antica strada romana (che ricalca i più antichi sentieri), che inizia proprio di fianco al villaggio.

sentiero per su mannau

 

Scendiamo nella grotta di Su Mannau

La grotta di Su Mannau, molto grande e profonda, si raggiunge salendo fino alla sua apertura nel fianco della montagna.

ingresso su mannau

La prima, grande sala ci dà subito la sensazione che stiamo per inoltrarci in un luogo misterioso, quasi temibile (Su Mannau, ci hanno detto,  significa “che incute paura”).

Possiamo immaginare quali oscure profondità attendano chi si avventuri nei suoi lunghi meandri.

lucerne votive grotta su mannau

Piccolissime lucerne votive ritrovate nelle acque della grotta ci ricordano che questo era un luogo di culto nuragico.

Scendiamo con la guida, seguendo il percorso fatto, senza le nostre protezioni, dai primi esploratori, di cui sentiremo raccontare storie e vicende.

grotta di Su Mannau

 

Formazioni calcaree bellissime, sinuose ci accompagnano in una discesa profonda, che la bellezza della grotta rende affascinante.

Continuando a scendere capisco perché questa grotta fu scelta per il culto delle acque.

acqua nella grotta su mannau

Passiamo accanto a piccole pozze di un’acqua purissima fino a raggiungere la vasca più bella. Quella di un’acqua incredibilmente  verde, sopra la quale si protende una grande stalattite, quasi un segnale ad indicare la bontà di quell’acqua filtrata dai meandri della montagna.

lago interno su mannau

Rimango affascinata a guardare le vibrazioni sull’acqua, quasi incredula che la grotta possa racchiudere tanta bellezza.

Mi rendo conto di quanto siamo scesi in profondità solo quando dobbiamo risalire e già sento un po’ di rimpianto nel lasciare Su Mannau, il suo mistero e il suo grande fascino.

su mannau

Per visitare il sito archeologico del Tempio di Antas

Il sito è raggiungibile da Iglesias (linea ferroviaria Cagliari-Iglesias www.trenitalia.com)  con la linea di corriere  Arst n. 804 per Buggerru, fermata “bivio per Antas”.   Da lì si prosegue a piedi fino all’ingresso del sito, dove si può trovare un accogliente chiosco dove sostare all’ombra, bere e mangiare qualcosa.

Molto interessante passeggiare nell’area intorno al tempio per “scoprire” piante autoctone e una meravigliosa quercia centenaria.

quercia centenaria Antas

Assolutamente consigliabile farsi accompagnare da una delle simpatiche e preparate socie di StartUno. Vi illustreranno non solo la storia, ma anche la flora e tutte le caratteristiche del luogo.

Un consiglio? chiedete di visitare Fluminimaggiore e i suoi murales, un angolo di Sardegna autentica, dove StartUno ha allestito un interessante museo di cultura locale.

museo fluminimaggiore

Cooperativa Servizi Turistici START-UNO
Via Vittorio Emanuele, 225
Fluminimaggiore (SU)
Tel. / Fax +39 0781580990
Cell. +39 3478174989
info@startuno.it

 

Per visitare la grotta di Su Mannau

www.sumannau.it/

sumannau@tiscali.it

 

grotta su mannau

Dormire a Iglesias

Io ho avuto la fortuna di incontrare Clelia Martuzzu e il suo nuovissimo, accogliente B&B Mare, Monti e Miniere nel centro di Iglesias.

Clelia è una appassionata conoscitrice della storia sarda, in particolare nuragica e una scrittrice di libri per l’infanzia. Unendo queste sue due passioni ha scritto Un volo nel passato, racconto fantastico di una bambina che, aiutata da una jana (una fata) rivive alcuni momenti in un villaggio nuragico.

clelia martuzzu

Clelia, già di professione promotrice turistica, vi saprà dare preziose informazioni per viaggiare in Sardegna.

B&B Mare, Monti e Miniere
via Trento, 10
09016 Iglesias

info@iglesias-bb.it
 tel. +39 0781 41765
 cell.+39 348 3310585

 

 

 

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2 Commenti

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  • Rispondi Federico Zanda 4 Luglio 2019 at 15:47

    Solo meraviglia e gioia per la vista.
    Gli altri sensi per il prossimo itinerario

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