Arte e Cultura Piemonte

San Gaudenzio a Baceno: un gioiello in Val d’Ossola

7 agosto 2018
affreschi chiesa di San Gaudenzio di Baceno

La bella chiesa di San Gaudenzio a Baceno l’abbiamo vista per la prima volta tanti anni fa, salendo all’Alpe Devero, in Val d’Ossola.

Baceno, per noi che amiamo il turismo lento e ci spostiamo con i mezzi pubblici, è una tappa indispensabile. È da qui infatti che parte la navetta che porta all’Alpe Devero.
In genere ci concediamo un po’ di tempo, tra l’arrivo con la corriera da Domodossola e la partenza della navetta. Un pranzo in uno dei ristorantini di Baceno e un’altra occhiata (ma quante sono ormai?) alla sua monumentale chiesa romanico-gotica.

Una storia lunga secoli

Un po’ discosta dall’abitato, colpiscono subito le sue dimensioni. Frutto di varie aggiunte nei secoli, la chiesa appare decisamente molto grande per il paese.

Chiesa Baceno Val d'Ossola

La sua esistenza, o meglio l’esistenza di una prima “cappellam”, è documentata dalla notizia della sua donazione fatta ai canonici di s. Maria di Novara da Gualberto, vescovo di Novara dal 1032 al 1039.

Una storia molto antica, che è proseguita nei secoli con l’ampliamento della primitiva cappella, il cambiamento del suo orientamento (da est-ovest come prevedeva la tradizione liturgica a nord-sud, per ragioni di spazio), la costruzione della navata centrale e della parte centrale della facciata, quella compresa tra le due lesene, in stile romanico.

interno chiesa di San Gaudenzio a Baceno

Una storia, quella della chiesa di Baceno, che si è intrecciata con gli equilibri di potere nell’Ossola a fine Medioevo. Il suo ultimo ampliamento, con la costruzione delle navate laterali e il conseguente allargamento della facciata, fu infatti realizzato in occasione delle nozze nel 1486 di Bernardino de Baceno, valvassore imperiale di Antigorio e Formazza, con Ludovica Trivulzio, figlia di Antonio Trivulzio, rappresentante del duca di Milano in Ossola .

L’interno “prezioso” della chiesa di Baceno

Ma la vera sorpresa ci aspetta all’interno. Maestoso, ricoperto da affreschi, alcuni antichissimi, e le storie di San Gaudenzio dipinte sopra gli archi delle navate.

Attraverso gli affreschi e le decorazioni, sembra di vedere passare i secoli e la loro storia, dal primitivo austero romanico all’imponenza del barocco, trionfante con la Controriforma, passando per il gotico.

interno della chiesa di Baceno

Quando ci dirigiamo verso l’altare maggiore avvertiamo una sensazione curiosa. Ci sembra di salire, di innalzarci lentamente. Ed è vero! Il pavimento ha un dislivello di quasi un metro dall’entrata ai gradini che portano all’altare!

Ed è qui, di fianco all’altare maggiore, che ci sono gli affreschi più belli, quelli che amiamo rivedere ogni volta che passiamo da Baceno.

La Cappella della Madonna

In fondo alla navata di destra, dove si apriva l’ingresso dell’antica cappella, c’è un piccolo scrigno prezioso: la cappella della Madonna. Costruita nel 1326, è la parte originale più antica della chiesa.

Tutti gli affreschi sulle pareti (purtroppo rovinati dalle modifiche successive, come la bella Annunciazione) e sulle vele della cupola, raccontano episodi della vita della Vergine.

Cappella della Madonna Baceno

Su un pilastro, una Madonna in trono. Sul suo mantello blu “i soliti vandali” hanno inciso nomi e date.
Una vergogna. Risalente però al 1500 !

Un affresco riproduce l’offerta di Eva ad Adamo del frutto proibito. Sinceramente un po’irritante.
Il serpente ha una testa di donna (!) e l’avvicina a quella di Eva. Quasi a convincerla, anzi, quasi fossero due esseri femminili che si uniscono per trarre in inganno il povero Adamo che, infatti, si ritrae un po’ vezzoso, distogliendo lo sguardo dalla scena.

Quasi a dire: “fino all’ultimo ho cercato di resistere…

Adamo ed Eva a Baceno

Una Crocefissione “quasi” gaudenziana

Sul lato opposto della parete che divide la cappella della Madonna dal presbiterio, una affollata e movimentata Crocefissione dallo stile familiare.

Riconosciamo le scene di vita quotidiana che si svolgono intorno ai condannati. Riconosciamo soprattutto quel contorcersi e la presenza di un angelo e di una figura mostruosa, diabolica, vicino ai corpi dei ladroni crocefissi.

Crocefissione Baceno

Tutto richiama Gaudenzio Ferrari e il suo capolavoro, la monumentale Crocefissione della “parete” della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Varallo.
Il suo stile, anche se irraggiungibile, ha fatto scuola e questo affresco ne è la prova. È infatti opera del suo allievo Antonio Zanetti, detto il Bugnate.

All’esterno, altre sorprese!

Usciamo nel sole di una giornata splendida e superata la grotta di Lourdes giriamo intorno alla chiesa, guadando il profilo delle montagne.

Altri “visitatori” hanno lasciato dei ricordi su un muro esterno. Dei disegni a sanguina con foglie (o pennacchi?) e putti riportano le date 1734 e 1774.

Sui muri troviamo quello che resta di un dipinto “mangiato” dall’ampliamento della chiesa e seminascosto dalla vegetazione selvatica, i quadranti delle ore del campanile e grandi ruote in legno che ruotavano le campane, facendole suonare.

Altre ruote campanarie sono appese, come decorazioni, sotto il portico in piazza.

piazza della chiesa di Baceno

Prima di allontanarci, un ultimo sguardo alla facciata, con appese vecchie croci di ferro del vicino cimitero.

A un lato del portale, un gigantesco San Cristoforo e, nella lunetta sopra l’ingresso, un delicato affresco quattrocentesco con l’Adorazione dei Pastori ci rimangono negli occhi come ricordo di questo scrigno d’arte tra le montagne dell’Ossola.

Opere all'esterno della Chiesa di Baceno

Dove trovi la  Chiesa di San Gaudenzio a Baceno

Via Guglielmo Marconi, 51, 28861 Baceno VB
Aperta tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 17:00
Tel 0324 62045

affresco nella Cappella della Madonna nella chiesa di Baceno

 

 

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