Arte e Cultura Lombardia

Il MUDEC e la sua “grotta delle meraviglie”

11 Gennaio 2017

I depositi dei musei a volte sono vere grotte dei tesori. Purtroppo non sempre c’è lo spazio per poter esporre nelle sale aperte ai visitatori tutto il materiale che si ha in custodia e allora occorre fare una scelta. Spesso veramente difficile.

Il MUDEC (Museo delle culture) di Milano ha optato per una scelta intelligente: organizzare visite guidate ai suoi depositi, dove è ospitato l’intero patrimonio delle sue collezioni permanenti. Un vero tour tra le meraviglie più “segrete” delle sue raccolte di arte extraeuropea.

Noi abbiamo partecipato a uno di questi tour guidati, accompagnati da una critica d’arte del Mudec. Ed è stato veramente emozionante.

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Aperte le grandi porte blindate, subito una meraviglia. Due antichi vasi cinesi sembravano darci il benvenuto, circondati da armadi ricolmi di oggetti non di rado di grande bellezza.

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La visita ha inizio dalla sezione africana, che raccoglie i più antichi fondi museali del Castello Sforzesco: oggetti d’arte e di interesse etnografico, portati in Italia nel periodo della colonizzazione italiana dell’Africa orientale da arditi viaggiatori tra i quali Achille Bertarelli, fondatore con il fratello Luigi Vittorio del “Touring Club Ciclistico Italiano”, l’attuale Touring Club Italiano, e collezionista di stampe ora custodite presso l’omonima raccolta del Castello Sforzesco.
Molto belle le maschere e le statue cerimoniali, oltre ad oggetti d’uso quotidiano come le porte e le straordinarie serrature in legno scolpito provenienti dal Mali.

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Una straordinaria bardatura per cavallo è il pezzo più scenografico della sezione orientale (Cina e Giappone). Di manifattura giapponese del sec. XVIII, comprende una ricca sella in legno laccato e argentato, decorato con tralci e con frutti in rilievo con lamina d’oro al centro. La sottosella in pelle decorata a scacchi richiama il motivo della gualdrappa alla quale sono fissate piastre quadrate di pelle dorata. Sulle staffe di ferro un fiore di crisantemo intarsiato in argento. Un’opera raffinata dalla quale è difficile distogliere lo sguardo.

Molto ricca è anche la raccolta amerindiana, dove spiccano i fastosi e coloratissimi copricapi di piume brasiliani, donati dal medico Aldo Lo Curto, e preispanica, in particolare per l’area andina, le cui terrecotte coprono un ampio arco temporale, dal 1500 a.c. fino al XVII sec.

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Eccezionale anche la sezione dedicata all’area islamica, comprendente manufatti provenienti dal Nord Africa, dal Vicino Oriente e da parte dell’Asia Centrale, con una importante raccolta di tappeti e di antiche mattonelle siriane, destinate alla decorazione degli edifici sacri.

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Più eterogenea la collezione proveniente dal Sud Est asiatico, arrivata in Italia grazie ai missionari del Pime: armi del XIX sec., abiti e tessuti , oggetti ornamentali del lontano Oriente e delle Isole Salomone.

La bellezza degli strumenti musicali conservati in una sezione che apparenta tutte le precedenti, chiude una visita che lascia nel cuore mille suggestioni.

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Non l’avevamo detto? Una vera grotta del tesoro!

 

Informazioni e prenotazioni delle visite guidate

Mudec
Via Tortona, 56   Milano   tel. 02 54917
info@mudec.it
www.mudec.it/ita/depositi-visitabili/

 

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