Natura Piemonte

In Piemonte ai misteriosi Orridi di Uriezzo

4 settembre 2018

Avevamo sempre sognato di camminare in fondo a un canyon. A dire il vero pensavamo ai grandi canyon americani, ma entrare negli Orridi di Uriezzo ci ha lasciato comunque una impressione profonda.

I due dei quattro Orridi che abbiamo percorso (l’Orrido Sud e quello di Nord-est) sono ovviamente molto, ma molto più corti e meno profondi di altri canyon più famosi, ma la loro conformazione è spettacolare.

orrido sud a uriezzo

Entriamo negli Orridi di Uriezzo

Anche l’ingresso agli Orridi contribuisce a creare un’atmosfera un po’ magica. Una stretta ed altissima fenditura nella montagna ci inghiotte immergendoci subito in grandi cavità, quasi enormi stanze da raggiungere attraverso strettissimi “corridoi”, tortuosi, dalle pareti lisce, che quasi si toccano coprendo la vista del cielo.

orrido sud a Uriezzo

All’improvviso una lama di luce si fa strada tra le rocce, il muschio e le felci, illuminando di colpo l’antro di una caverna.

Ci fermiamo a guardare, approfittando di quella luce che poi scomparirà e proseguiamo nella penombra fitta. Nei passaggi più stretti ci appoggiamo alle pareti di roccia per conservare l’equilibrio. Il fondo è agevole, ma la poca luce dà un senso quasi di vertigine.

antro degli orridi di uriezzo

Nel chiaroscuro la mano a volte sente qualcosa di morbido, di fresco. Sono piccoli tappeti di muschio che coprono qualche spuntone di roccia, quasi protendendosi ad assorbire la scarsa luminosità dell’ambiente.

Le parti più affascinanti sono i passaggi negli stretti cunicoli dell’Orrido Sud, il più emozionante, molto vario nelle forme. Ad ogni passo si presenta una prospettiva diversa. Basta pochissimo, e le linee curve delle pareti sembrano muoversi, aprendosi un poco o chiudendosi. Sono forme bellissime, sinuose, fantastiche.
Ci sembra di muoverci in una dimensione irreale, fiabesca.

caverne degli orridi di uriezzo

Tanta bellezza è stata creata circa 12.000 anni fa, quando il ritiro dei grandi ghiacciai ha trasportato sassi e detriti erodendo la roccia sottostante, modellandola come fra le mani di uno scultore. L’impeto delle acque dei torrenti ha scolpito le pareti delle gole, formando nicchie e scanalature. Torrenti dal corso violento che oggi non esistono più.

A differenza di altri Orridi, dove sul fondo si agitano ancora le acque, gli Orridi di Uriezzo sono asciutti e ci permettono di percorrerli in sicurezza.

 

Le Marmitte dei Giganti

Vicino agli Orridi di Uriezzo la natura ha modellato altre meraviglie. Prima di arrivare all’Orrido Sud abbiamo raggiunto il ponte di Maiesso, dove ci siamo affacciati a guardare le grandi forme curve e sinuose delle Marmitte dei Giganti.

forme marmitte dei giganti a verampio

Enormi pietre che affiorano bianche alla luce del sole dalle acque verdi del Toce, levigate dall’incessante passaggio millenario dell’acqua, che ne ha ricavato forme strane e curiose, che richiamano sagome di animali preistorici.

forme delle Marmitte dei Gicanti a Verampio

Ognuna di quelle pietre racconta un diverso turbinio dell’acqua, un erodere continuo e incessante, un lavorio che ci ricorda quale forza spaventosa abbia avuto quell’acqua che ora guardiamo scorrere placida sotto di noi.

 

Gli Orridi di Uriezzo

Sono quattro, ma i più visitati sono l’Orrido Sud, il più spettacolare, lungo circa 200 metri e profondo da 20 a 30 metri e l’Orrido Nord-Est, lungo circa 100 metri e profondo una decina di metri.
Date le condizioni di semioscurità e di elevata umidità, gli Orridi ospitano diverse varietà di muschi e di felci.

Orridi di Uriezzo

Agli Orridi di Uriezzo partendo da Verampio

A Verampio si può arrivare da Baceno, seguendo la mulattiera in parte lastricata e in parte scavata nella viva roccia, che dalla chiesa monumentale di San Gaudenzio scende alla Frazione Verampio. Da qui seguire le frecce escursionistiche per l’entrata all’Orrido Sud.

Domodossola è servita da www.trenitalia.it
Da Domodossola, dal piazzale della stazione ferroviaria, partono i collegamenti con Baceno, corriere Comazzi, linea Domodossola-Cascata del Toce.

A Verampio, dopo la rituale sosta-caffé alla Trattoria della campagna, abbiamo raggiunto il ponte di Maiesso sul Toce, per ammirare le Marmitte dei Giganti.
Da qui non abbiamo trovato subito le indicazioni per l’entrata all’Orrido Sud, ma con qualche informazione chiesta a chi incontravamo sul cammino, siamo tranquillamente riusciti ad arrivare dove abbiamo trovato le frecce escursionistiche che indicano l’entrata all’Orrido.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere a
Ufficio Turistico Antigorio-Divedro-Formazza
Loc. Bagni, 20 – Crodo (VB)
Tel.: 0324.618831/618431

agli Orridi di Uriezzo

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2 Commenti

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  • Rispondi Federico Zanda 17 ottobre 2018 at 9:33

    Magnifici ed entusiasmanti gli orridi ma ancora di piu’ l’ amico vagabondo che, con forza d’ animo, coraggio e tenacia,, dopo il faticoso cammino ci sapeva donare racconti di vita.
    Giordano vagabondo di lotte per una vita intera e non per un solo giorno ci mostrava carrozze di treni rifugi per bambini salvati.
    Gli orridi furono cosi’ trasfigurati non solo dallo sguardo amoroso di Mariella ma anche dalle tenaci e vigorose parole di Giordano.
    Grazie,
    Federico

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