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Le Secessioni Europee in mostra a Rovigo

26 settembre 2017
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Eravamo sul Delta del Po per partecipare al Primo World Youth Forum UnescoMab, l’evento che ha visto la presenza di oltre duecentocinquanta ragazzi di 90 paesi per raccogliere aspettative e progetti di sviluppo per chi vive nelle Riserve della Biosfera e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione dell’inaugurazione a Rovigo della mostra d’arte su Secessioni  Europee. Monaco-Vienna-Praga-Roma. L’onda della modernità,  ospitata a Palazzo Roverella, dove ad aprile avevamo visitato la bella e poetica esposizione di foto di Pietro Donzelli  Polesine, terra senz’ombra.

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Con Secessioni Europee Palazzo Roverella si ripropone ancora una volta come un centro espositivo di grande interesse. Infatti per la prima volta in Italia grazie a Francesco Parisi, curatore della mostra, si può avere un’idea complessiva della storia artistica nei quattro principali centri europei  in cui tra fine ‘800 e inizio ‘900 nacquero movimenti di rottura (da qui il termine Secessioni) con la cultura ufficiale dell’epoca, decisamente avversa ad ogni forma di innovazione e modernità, tanto da escludere dalle esposizioni artisti del calibro di Gustav Klimt.

A ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua loibertà.

A ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua libertà

Emarginati dalle mostre ufficiali, i giovani artisti dell’epoca si riunirono in movimenti che comprendevano non solo pittori e scultori ma anche letterati e poeti come Reiner Maria Rilke. Un intenso e dinamico dibattito artistico che si estese dai quattro centri principali, diffondendosi   in tutta Europa.

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Lo stile delle Secessioni Europee, riconoscibile dalle forme più rigide rispetto al Liberty anglosassone e all’Art Nouveau francese,

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si  andò caratterizzando nelle specificità degli stili e dei contenuti artistici derivanti dalle diverse culture  nazionali, come si può agevolmente apprezzare grazie alla suddivisione della mostra in sale tematiche, dedicate ai quattro centri artistici che videro la nascita delle Secessioni.

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Identificativi  del movimento viennese, tra altri, pittori notissimi quali Gustav  Klimt e Egon Schiele, oltre ad artisti che in base al concetto comune alle Secessioni  di “opera d’arte totale” realizzarono incisioni, oggetti  e mobili considerati  vere opere d’arte al pari di quadri e sculture e come tali esposti in esemplari significativi nel suggestivo  allestimento di alcune sale

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che comprendevano bellissimi  oggetti decorativi, tappezzerie e mobili,

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tra i quali la “macchina per sedersi” di Josef Hoffman  e Jacob e Josef Kohn, una singolare poltrona reclinabile, realizzata a Vienna nel 1905.

particolare dell'inclinazione della macchina per sedersi

particolare dell’inclinazione della macchina per sedersi

A Monaco prevalse la tendenza modernista basata sul mito della natura idilliaca e selvaggia,così bene interpretato da Ludwig von Hofmann e Franz von Stuck

Franz von Stuck, Lucifero, 1889/1890, Sofia, The National Gallery for Foreign Art

Franz von Stuck, Lucifero, 1889/1890, Sofia, The National Gallery for Foreign Art

Particolare la corrente praghese, che si caratterizza per il gusto della deformazione fino al grottesco, richiamandosi all’atmosfera intellettuale di certi ambienti di Praga, attratti dal misticismo e dall’esoterismo e connotati da una visione tragica della vita.

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Nata più tardi rispetto alle altre Secessioni Europee, quella romana pone l’accento sulla “libertà” che permetta lo sviluppo di espressioni artistiche differenti. Tra gli artisti più noti Alessandro Terzi, Giacomo Balla, Felice Casorati e Arturo Martini.

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Il movimento romano fu quello più legato a una “aristocrazia dell’arte” che limitava le sperimentazioni più estreme ma che permise, nella Prima Esposizione Internazionale della Secessione tenutasi a Roma nel 1913, di ammirare le opere di Matisse e dei post-impressionisti , ospitando  l’anno successivo  accanto a Cézanne e Matisse opere di Klimt e Schiele.

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Una mostra che sicuramente permette di conoscere un periodo e un movimento artistico che, ad eccezione  dei suoi esponenti  più noti, rimane poco conosciuto ai non specialisti.

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L’esposizione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi e curata da Francesco Parisi.

Per visitare la mostra (fino al 21 gennaio 2018)

Palazzo Roverella
palazzoroverella.com
Rovigo, Via Laurenti 8/10
tel. 0425 460093
info@palazzoroverella.com

Orari
da lunedì a venerdì: 9.00-19.00
sabato, domenica e festivi: 9.00-20.00
aperto tutti i giorni della settimana (anche il lunedì)

 

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